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IL PATTINAGGIO...
Tutti conoscono il pattinaggio: molti anche una sola volta nella loro vita, hanno calzato i pattini o hanno desiderato farlo, pochi però sanno quale grande contributo il pattinare possa offrire allo sviluppo delle capacità motorie dei fanciulli.
Correre sui pattini è bello, è affascinante, è “magico”, giocare con i pattini è divertente, insegnare a pattinare è facile.
Si vuole far conoscere il pattino non solo come mezzo agonistico, ma come mezzo di locomozione, di educazione, di gioco.
Spesso il bambino si iscrive perché:
- è di moda;
- è stato consigliato dal pediatra come correttivo ad eventuali problemi anatomo-strutturali;
- è attratto da questo sport che ha visto in televisione o dal vivo;
- vi è stato orientato da coloro che decidono per lui o da legami di amicizia con coetanei che già lo praticano.
Il bambino pattinando conosce, riflette, prevede, sceglie, reagisce, realizza apprendimenti; va quindi ad agire sulle aree cognitivo-intellettive.
In pista poi non è solo, ci sono altri bambini con i quali realizza, comunica, interagisce, coopera entrando così nella sfera sociale.
L’attività motoria del pattinatore inoltre sollecita apparati quali quello muscolo-legamentoso o quello cardio-respiratorio provocando delle modificazioni in ambito organico.
FORMAZIONE PERSONALITA’
L’APPRENDIMENTO MOTORIO – nella fascia d’età dai 5-8 anni è comune a tutti gli sport a rotelle (corsa,hockey,artistico); i soggetti presentano caratteristiche evolutive in fase di formazione e non ancora specializzate.
LE CAPACITA’ CONDIZIONALI sono interessate in forma generale e globale soprattutto attraverso il GIOCO, mentre quelle COORDINATIVE sono in piena formazione e devono essere curate in modo più particolare.
Lo sviluppo delle capacità coordinative, delle esperienze motorie, degli schemi motori di base acquisiti in questo periodo sono determinanti per il futuro del giovane pattinatore.
In questo periodo non bisogna mirare all’acquisizione del gesto tecnico in se (es. salto, trottola ecc.) che può ugualmente essere insegnato, sebbene mai in un modo rigido e con lunghe e noiose ripetizioni, ma destando interesse e curiosità nell’apprendimento.
Al GESTO TECNICO preciso si arriverà attraverso una serie di ESERCIZI-GIOCO, PERCORSI, STAFFETTE, GIOCHI che gradualmente e progressivamente sfocieranno in proposte sempre più complesse fermo restando il principio che l’apprendimento del gesto tecnico non è METTERE LE BASI. |
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